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14 marzo 2016

obbligatorio il controllo funzionale per tutte le botti diserbo e irroratrici di fitofarmaci, entro novembre 2016

 Le macchine utilizzate per la distribuzione dei prodotti fitosanitari (definite genericamente “irroratrici” perché le più comuni irrorano una soluzione acquosa ma che comprendono anche macchine molto diverse, come le impolveratrici, le umettatrici, ecc.) sono tenute in forte considerazione nelle nuove normative europee perché la loro efficienza ed il loro corretto utilizzo sono essenziali per la “sostenibilità ambientale” dell’uso dei prodotti chimici in agricoltura.


Macchine non correttamente funzionanti e non tarate, infatti, possono disperdere nell’ambiente anche l’80% del prodotto fitoiatrico, che non raggiunge il bersaglio, può disperdersi nell’aria come aerosol o gocciolare sul terreno.

L’inefficiente distribuzione del prodotto fitosanitario, inoltre, rende poco efficace il trattamento, con il rischio di doverlo ripetere e di favorire lo sviluppo di ceppi resistenti, con il risultato finale di un aumento del consumo di fitofarmaci e della loro dispersione nell’ambiente.
La direttiva 2009/128/CE, relativa all’uso sostenibile dei Prodotti Fitosanitari ha reso obbligatorio il controllo funzionale delle attrezzature per la distribuzione dei prodotti fitosanitari in uso.
Gli utilizzatori professionali sono tenuti inoltre ad effettuare la manutenzione e la periodica regolazione delle attrezzature.



Per i nostri associati potete contattare direttamente
Italo Birolo Tel. 0426 51092 - 3472509426 italo.birolo@agricoltorive.it
VE24CP BIROLO VE Via S. Gaetano, 6 30014 Cavarzere (VE) 

Qui un'estratto della normativa. La regione del Veneto, con DGR n. 1158 del 26/07/2011 ha provveduto a dettare disposizioni per l’organizzazione del Servizio di controllo, che viene effettuato tramite Centri Prova – CP -autorizzati

 viene reso obbligatorio il controllo funzionale per tutte le attrezzature utilizzate per la distribuzione dei PF, secondo le seguenti scadenze: 
entro il 26/11/2016 tutte le attrezzature utilizzate a scopi professionali devono essere sottoposte al controllo; 
l’intervallo tra i controlli non deve superare i 5 anni fino al 31 dicembre 2020, e i tre anni per le attrezzature controllate successivamente a tale data; -
 le attrezzature nuove acquistate dopo il 26 novembre 2011 sono sottoposte al primo controllo funzionale entro cinque anni dalla data di acquisto (inteso come “primo acquisto”, ossia dell’attrezzatura nuova); 
Attualmente sono autorizzati o riconosciuti ad operare sul territorio regionale 30 CentriProva (vedi tabella) 

Si ricorda inoltre che è obbligatorio esporre, con le modalità previste il cartello indicante l’esecuzione del trattamento effettuato, come da modello allegato.


A.5.6. - Misure per la riduzione dell’uso o dei rischi derivanti dall’impiego dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili Ai fini della tutela della salute e della sicurezza pubblica è necessario ridurre l’uso dei prodotti fitosanitari o dei rischi connessi al loro utilizzo nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, ricorrendo a mezzi alternativi (meccanici, fisici, biologici), riducendo le dosi di impiego e utilizzando tecniche e attrezzature, che permettano di ridurne al minimo la dispersione nell’ambiente. Le Regioni e le Provincie autonome possono predisporre Linee di Indirizzo relativamente all’utilizzo dei prodotti fitosanitari, per la gestione del verde urbano e/o ad uso della popolazione, in conformità a quanto previsto dal Piano. Le Autorità locali competenti, tenendo anche conto di tali Linee di Indirizzo, ove disponibili, adottano i provvedimenti necessari per la gestione del verde urbano e/o ad uso della popolazione, relativamente all’utilizzo dei prodotti fitosanitari. Le suddette aree includono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, comunque, parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno e confinanti con plessi scolastici, parchi gioco per bambini, superfici in prossimità di strutture sanitarie, piste ciclabili, zone di interesse storico-artistico e paesaggistico e loro pertinenze, aree monumentali e loro pertinenze, aree archeologiche e loro pertinenze, aree cimiteriali e loro aree di servizio. E’ fatto obbligo di avvisare la popolazione attraverso l’apposizione di cartelli che indicano, tra l’altro, la sostanza attiva utilizzata, la data del trattamento e la durata del divieto di accesso all’area trattata. La durata del divieto di accesso non deve essere inferiore al tempo di rientro eventualmente indicato 30 nell’etichetta dei prodotti fitosanitari utilizzati e, ove non presente, nelle aree frequentate dai gruppi vulnerabili non può essere inferiore a 48 ore. Nelle aree interessate non possono essere utilizzati prodotti fitosanitari che abbiano tempi di rientro superiori a 48 ore. Nelle medesime aree si dovrà evitare l’accesso provvedendo ad un’adeguata e visibile segnalazione e, in relazione alla specifica situazione, ad un’eventuale delimitazione delle stesse. Ove possibile, i trattamenti devono essere effettuati in orari in cui è ridotto al minimo il disagio per le persone. Fatto salvo quanto previsto in applicazione del decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 214 s.m.i e dei decreti ministeriali che disciplinano la lotta obbligatoria, le Regioni e le Province autonome possono autorizzare trattamenti fitosanitari mirati, al fine di impedire l’introduzione e la diffusione degli organismi da quarantena e di proteggere i vegetali, i prodotti vegetali e la salute pubblica dagli organismi nocivi definiti nella normativa di riferimento. Nelle aree agricole, adiacenti alle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, quali parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno con plessi scolastici, parchi gioco per bambini, superfici in prossimità di strutture sanitarie, è vietato l’utilizzo, a distanze inferiori di 30 metri dalle predette aree, di prodotti fitosanitari classificati tossici, molto tossici e/o recanti in etichetta le frasi di rischio R40, R42, R43, R60, R61, R62, R63 e R68, ai sensi del decreto legislativo n. 65/2003 s.m.i., o le indicazioni di pericolo corrispondenti, di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008. Nel caso in cui vengano adottate misure di contenimento della deriva, tenuto conto delle prescrizioni indicate in etichetta e fatte salve determinazioni più restrittive delle Autorità locali competenti, tale distanza può essere ridotta fino ad una distanza minima di 10 metri.

Vi ricordiamo inoltre che Chiunque circola su strada con una macchina agricola che supera le sagome o le masse fissate dal codice della strada è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 419 a euro 1.682. 

Art. 104. Sagome e masse limite delle macchine agricole.comma 10.
http://www.aci.it/i-servizi/normative/codice-della-strada/titolo-iii-dei-veicoli/art-104-sagome-e-masse-limite-delle-macchine-agricole.html

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